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  • Giovedi, 9 settembre 2010

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Creare un’atmosfera favorevole alle lingue.

Un progetto di studio sulle lingue e le tradizioni culturali appartenenti ad una minoranza linguistica: realizzazione e riflessioni.

Creare un'atmosfera favorevole alle lingue
Un progetto di studio sulle lingue e le tradizioni culturali appartenenti ad una
minoranza linguistica: realizzazione e riflessioni
Il progetto per la tutela delle minoranze linguistiche Le sagre tra religione e
folklore, finanziato dal Ministero della Pubblica Istruzione con L.482/99, è
stato realizzato nell'anno scolastico 2008/2009 dalla Scuola Secondaria di 1°
grado Virgilio di Troia nella sezione associata di Faeto, con il contributo
dell'Amministrazione Comunale della città. L'esperienza vissuta ha rappresentato
la giusta occasione per contribuire attivamente all'opera di presa di coscienza
di conservazione, tutela e promozione del patrimonio specifico di questa isola
francoprovenzale in Puglia, promuovendo la partecipazione attiva degli alunni,
per renderli protagonisti a pieno titolo della cultura della loro comunità.
Il progetto, curato e seguito dai professori Alfonso Rainone ed Anna Conte, é
stato il prosieguo di un lavoro di studio del fenomeno linguistico già avviato
negli anni passati dalla nostra istituzione scolastica, quale oggetto specifico
di apprendimento nella quota obbligatoria del curricolo ed ha dato positivamente
inizio, nell'ambito di un più ampio progetto europeo, ad una nuova
collaborazione con altri istituti scolastici attraverso un accordo di rete tra
scuole appartenenti ad altre minoranze linguistiche. Questo progetto ha visto
partecipi l'Istituto di Istruzione Secondaria di 1° grado Porcu Satta di Quartu
Sant'Elena(CA), quale scuola promotrice, insieme agli Istituti Secondari di 1°
grado Rosas di Quartu Sant'Elena, G.Deledda di Nuoro e G.Deledda di Sassari per
le varianti del Campedanese. Altre scuole partner sono state L'Istituzione
Scolastica Comprensiva Comunità Montana Mont Emilius 3 di Charvensod (AO)
in lingua Patois, la Scuola Comenius di Leeuwarden (Olanda) per la lingua
Frisone e la Scuola Secondaria di 1° grado Virgilio di Faeto (FG) con il
Francoprovenzale. Nell'ambito del progetto sono stati avviati diversi gemellaggi
tra le scuole partecipanti. In particolare le scuole Porcu-Satta e Rosas di
Quartu Sant'Elena sono state ospiti a Faeto nel mese di marzo e la scuola
Virgilio di Faeto ha ricambiato la visita in Sardegna a maggio in occasione
della Sagra di Sant'Efisio. L'esperienza, calata nella realtà territoriale di
Faeto, ha visto impegnati tutti i ragazzi della scuola Virgilio, i quali, in
base alle indicazioni dell'ente promotore, hanno trattato il tema delle sagre
nella loro comunità e per questo si sono confrontati con coetanei di altre
minoranze linguistiche facenti parti del progetto.
L'attenzione è stata puntata essenzialmente sullo studio delle due sagre, legate
all'allevamento del maiale, presentate ed esperite nella forma motivante e
coinvolgente del laboratorio e della partecipazione diretta. In particolare gli
alunni, tramite una serie di attività laboratoriali, conviviali e ludicoricreative
e con il coinvolgimento di alcuni esponenti della realtà locale che
operano a vario titolo sul territorio, quali enti, associazioni, famiglie, sono
stati accostati alle tradizioni del piccolo comune e aiutati a leggerne le
numerose tracce culturali tramite l'esperienza diretta. In quest'ottica gli
alunni hanno recuperato e valorizzato un aspetto della lingua e della cultura
del loro territorio attraverso fonti orali e documentarie archivistiche,
iconografiche, etnografiche, acquisendo la metodologia della ricerca
sull'origine della tradizione del maiale, la sua sacralità, religiosità e
simbologia, la tradizione antica e la sua promozione turistica, sempre con il
principale obiettivo di favorire la conoscenza del patrimonio storico culturale
delle minoranze linguistiche.
Le attività sono state condotte autonomamente dagli istituti coinvolti nel
progetto. L'omogeneità e la coerenza del lavoro sono state assicurate dal
continuo scambio tra i coordinatori, i quali hanno oltremodo favorito una sempre
maggiore conoscenza ed un proficuo confronto tra i ragazzi. Il gemellaggio ha
continuato nell'efficacia della comunicazione interpersonale, rafforzando
l'identità culturale di ognuno in un contesto di percezione positiva dell'altro.
Tra i momenti più significativi del gemellaggio a Faeto si è svolto un incontro2
studio per i ragazzi sulle minoranze Linguistiche, con l'intervento del prof.
Giovanni Agresti docente dell'Università degli Studi di Teramo. Le danze ed i
canti tipici, a cui hanno preso parte il Gruppo Folk Le Faitare diretto dalla
signora Giovanna Gallucci e la Corale Nuova Provenza diretta dalla prof.ssa
Giulia d'Aloia, sono stati efficaci momenti di scambio culturale. Durante questo
intenso lavoro di preparazione, gli studenti di Faeto hanno presentato una loro
interpretazione iconografica delle sagre attraverso una mostra ed una visita
animata aperta al pubblico. In occasione della visita a Quartu Sant'Elena si è
svolta, inoltre, una importante manifestazione per il decennale della L.482
sulle lingue minoritarie. L'iniziativa è stata promossa per far conoscere il
lavoro svolto dalle scuole che hanno ottenuto dal Ministero i finanziamenti per
la realizzazione dei progetti nell'anno scolastico 2008/2009, individuando la
scuola Porcu Satta quale organizzatrice della Giornata del Decennale. Ogni
scuola, con l'allestimento di uno stand, ha potuto proporre e presentare le
attività svolte. Ulteriore risultato e strumento di diffusione del progetto sono
state la pagina web con la costruzione di un blog e la pubblicazione di un libro
e di un cd-Rom nelle lingue minoritarie delle scuole partecipanti, la cui
presentazione si è svolta a Quartu Sant'Elena alla presenza della dott.ssa
Tiziana Senesi del Ministero della Pubblica Istruzione. Con questo volume si è
voluto raccogliere l'intera esperienza del progetto, presentando anche le
complessità del lavoro di un gruppo che sceglie di mettere a confronto
differenti realtà per una ricerca ed un obiettivo comune. Il percorso,
attraverso la diversità linguistica, ha unito scuole di aree geografiche
italiane ed europee in cui sono presenti minoranze linguistiche. L'esperienza,
che ha appassionato i ragazzi, li ha visti tutti protagonisti nel lavoro
raggiungendo buoni risultati sia sul piano cognitivo che su quello della
socializzazione, valorizzando questo patrimonio linguistico minoritario come
primo passo verso l'apertura ad altre culture.
Creare un'atmosfera favorevole alle lingue rappresenta l'ambiente in cui ha
trovato riferimento il nostro progetto, offrendo l'opportunità di coniugare
nella attività didattica la sensibilizzazione per la cittadinanza europea e la
tutela delle culture. Penso che sia riconosciuto da tutti il valore storico e
culturale che rappresentano le lingue, siano esse parlate da un piccolo gruppo
di persone oppure da un gran numero, e quindi promuoverne la conoscenza
significa valorizzare una parte integrante del nostro patrimonio culturale.
La lingua materna condiziona la nostra visione del mondo. La nostra identità
psichica, prima ancora che il nostro essere intellettuale e sociale, è plasmata
dalla nostra lingua materna. A partire da ciò si capisce bene il grande
insegnamento della psicopedagogia: più si rafforza nei bambini il possesso pieno
della loro lingua materna, meglio essi apprendono la lingua di scuola, la lingua
ufficiale e le altre lingue. Nello stesso tempo la lingua racchiude la nostra
memoria storica e la storia della nostra comunità riflette le molteplici
sfaccettature delle relazioni sociali, dei valori morali e delle tradizioni
politiche. In breve, la lingua rivela la visione del mondo. Oggi, attraverso
un'azione di promozione della diversità linguistica, le amministrazioni centrali
e locali dello Stato sono state portate a rendersi conto della peculiarità del
plurilinguismo esistente nel nostro Paese. L'approvazione di leggi di tutela
specifiche e dirette per le minoranze linguistiche permette ai cittadini di
poter usare la loro lingua nei rapporti con l'amministrazione pubblica e nella
scuola. Queste leggi di per sé non garantiscono il futuro di tutte le lingue ma
svolgono un importante ruolo perché danno loro prestigio, ne facilitano
l'apprendimento, grazie all'insegnamento nelle scuole, ne promuovono l'uso e
soprattutto conferiscono loro dei diritti. Tutte le lingue minoritarie europee
lottano più o meno con gli stessi problemi, uno status basso, famiglie che non
tramandano la loro lingua ed un governo a volte indifferente. Sarebbe un peccato
se le lingue minoritarie europee scomparissero. Si è più volte sottolineato che
la lingua è infatti più di un mezzo di comunicazione, è anche identità, cultura
e storia. La Commissione Europea ritiene che le lingue ed il loro insegnamento
siano molto importanti, come risulta dall'Action Plan Promoting language
learning and linguistic diversity. Infatti, pone come obiettivo la conoscenza da
parte di ogni cittadino europeo di almeno altre due lingue oltre alla propria
lingua madre. Tali lingue non devono essere comprese solo tra le principali
lingue europee ma vengono citate espressamente anche le lingue minoritarie.
Secondo la Commissione, la conoscenza delle lingue è un fattore imprescindibile
nell'Unione Europea in quanto fa in modo che la comunicazione e la comprensione
tra gli abitanti degli Stati membri venga migliorata, condizione, questa,
necessaria per il rafforzamento dell'Unione stessa. E' in questo contesto che la
lingua viene a far parte dei programmi educativi della scuola. Il campo
dell'educazione è di fatto basilare per la valorizzazione della diversità
linguistica e culturale in Europa. La maggior penetrazione di tali principi nei
sistemi educativi e formativi nei paesi della UE dovrebbe costituire una
priorità delle azioni del futuro. Diventa fondamentale, dunque, agevolare il
recupero di una lingua minoritaria quando questa viene ancora sentita come la
lingua delle proprie origini ma non viene più usata diffusamente come veicolo di
comunicazione.
Alla luce di queste riflessioni, la visione della lingua assume un aspetto più
ampio: la consapevolezza che l'integrazione linguistica e l'integrazione con
altri linguaggi sono alla base di un percorso che dia dignità e forza alla
lingua minoritaria verso un curricolo veramente plurilingue. Tutto ciò può
formare cittadini nuovi, aperti verso orizzonti più vasti e con un bagaglio di
conoscenze sempre più ampio ad un respiro nazionale ed europeo, farli sentire
non cittadini di una minoranza, ma cittadini del mondo. Dunque la questione
delle lingue minoritarie, dopo decenni di diffuso disinteresse se non di
ostilità, è tornata di grande attualità grazie ad una serie di attività e di
iniziative promosse da diversi attori della vita sociale, culturale, politico
amministrativa ed economica delle diverse aree linguistiche. Nelle scuole, nei
circoli culturali, nelle sale consiliari delle locali amministrazioni si è
riscoperto l'immenso patrimonio storico-culturale e sociale della propria
comunità e si è riscoperto anche come le leggende, le usanze, le tradizioni, i
canti popolari costituiscono l'identità di un'area, ed insieme la sua lingua, e
garantiscano la sua sopravvivenza storica. L'insieme di queste iniziative sono
il segno dell'imporsi di una nuova sensibilità. Grazie all'attenzione rivolta
alla cultura ed al territorio le nuove generazioni apprezzano sensibilmente la
rivalutazione delle radici culturali ed i tentativi di contaminare la tradizione
mediante apporti creativi. Accanto ad una apparente omogeneizzazione culturale
che tende ad uniformarci ad una cultura globale, assume importanza a livello
locale il nuovo senso di attaccamento simbolico, che sembra funzionare
direttamente come caratteristica distintiva nell'uso della lingua minoritaria
anche in ambito sociale e non solo familiare. Dunque ritengo che per una piccola
comunità un progetto piccolo ma ben mirato può essere più importante di un megaprogetto
che supera di molto le capacità di realizzazione.
Questa nostra prima collaborazione ad un progetto di rete tra scuole è stata
caratterizzata dalla costituzione stessa della rete, dalla condivisione di un
tema quale comune denominatore, dalla conoscenza di differenti realtà e dalle
esigenze comuni espresse in un luogo privilegiato di condivisione e di
conoscenza partecipativa. Ci auguriamo di poter proseguire in questo lavoro nei
prossimi anni scolastici attraverso un programma pluriennale, di ampliare lo
spazio di confronto che ha visto dialogare giovani studenti e docenti con le
istituzioni e con esperti internazionali in questo settore. Dopo un anno di
lavoro siamo riusciti a dimostrare che il percorso svolto è stato vincente,
perché è un lavoro corale che mette in luce i differenti punti di vista,
riuscendo a testimoniare la complessità del confronto tra formazioni, idee e
contesti differenti, in modo tale da valorizzare la ricchezza e la varietà di
esperienze che l'Europa può offrire. Un lodevole grazie lo devo a chi ha reso
possibile questa esperienza, privilegiando la qualità della proposta piuttosto
che la vastità. Tutti coloro che hanno partecipato hanno realmente e a volte
anche faticosamente compreso le differenze e l'importanza del rispetto delle
singole identità e specificità umane e professionali. Credo che acquisire questo
valore sia stato una componente formativa determinante di cui tutti, giovani e
meno giovani, faremo tesoro.
prof.ssa Anna Conte
docente di Lettere