La Casa del Capitano

La Casa del Capitano si colloca a ridosso del circuito murario medievale, lungo l'attuale Via Vittorio Emanuele che costituiva la principale arteria del nucleo antico. Essa si erge in posizione adiacente ad una delle antiche postierle del circuito murario urbano, ossia l'Arco di Vico Valentino. Si tratta di un immobile che vanta grande antichità e che, almeno per i corpi di fabbrica che ne costituiscono il nucleo originario, risulta databile al XV secolo.

Con Decreto Ministeriale del 18/2/1969, ai sensi della Legge 1/6/1939 n. 1089, la Casa del Capitano è stata dichiarata Bene Architettonico di importante interesse storico e pertanto sottoposta a vincolo di tutela. Nel Marzo del 1979 il primo piano dell'edificio venne acquistato dal comune di Faeto, con lo scopo di adibirlo a Museo Civico.

E' consuetudine attribuire l'origine dell'appellativo di Casa del Capitano alla figura del Capitano del Popolo. Si trattava di un magistrato del Comune Medievale, apparso verso la metà del XIII secolo, quando i cittadini, dando vita al comune del "popolo", decisero di armarsi e proteggere la libertà dei Comuni dalle lotte tra le fazioni e dai tentativi dei nobili di conquistare il dominio delle città. Egli era un magistrato eletto dai cittadini con il compito di comandare una guardia armata, di fornire armi al popolo e di difendere il Podestà durante le lotte politiche. Tale ipotesi resta comunque incerta, in quanto non è chiaro se la sede di questo funzionario dovesse trovarsi presso la vicina Castelluccio Valmaggiore, centro amministrativo della Baronia della Valmaggiore, che abbracciava al suo interno anche i centri di Faeto e Celle, oppure se potesse realmente avere sede in questo edificio.

Dal punto di vista strutturale, l'immobile si articola su due livelli. Il piano seminterrato, che in antico fungeva da luogo di deposito e di ricovero per gli animali domestici, è accessibile mediante due ingressi, posti rispettivamente su Via Vittorio Emanuele e su Vico Valentino. Il primo piano, destinato ad una funzione domestica, invece, era accessibile mediante il grande portale posto su Vico Valentino, che costituiva l'ingresso principale. Un secondo accesso era consentito mediante un altro ingresso posto lungo Via Vittorio Emanuele, oggi non più esistente. Dei quattro vani in cui attualmente si articola il primo piano, due sono coperti con belle volte a padiglione, decorate sul cervello da medaglioni in gesso. Gli altri due ambienti presentano una copertura costituita da una travatura lignea a doppia falda.